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Maiolese: “l’Islam non è solo una religione, ma è anche un modo di vivere”

Maiolese: “l’Islam non è solo una religione, ma è anche un modo di vivere”

Il Presidente di Eml spiega i cinque pilastri della fede musulmana

Autore: Rita Sanvincenti/domenica 9 settembre 2018/Categorie: Attualità, Italia, Liguria, EML, Italia

Quale Presidente dell’European Muslims League (EML) Alfredo Maiolese, Ambasciatore di Pace, mantiene sempre alto il suo impegno affinché l’Islam venga conosciuto anche dai non Musulmani con i suoi valori religiosi autentici, con i giusti insegnamenti dottrinali, con il vero significato della fede e del messaggio divino. Il lungo percorso nell’Islam e la sua provenienza cristiana, consentono a Maiolese di trasmettere con molta chiarezza e semplicità i fondamenti dell’Islam. 

Presidente Maiolese, cos’è l’Islam?
La religione Islamica è una fede rivelata da Dio l'Altissimo per mezzo di Profeti, professata nel mondo da più di un miliardo di persone. L'Islam non è solo una religione, ma anche un modo di vivere, un modello di vita. Dio l'Altissimo, che nella lingua araba chiamiamo Allah*, ci ha trasmesso questa dottrina per mezzo di Profeti: se ne contano 124.000, inviati per farci conoscere un sistema per vivere meglio in questa breve esistenza e per goderne i frutti nell'altra, che sarà, a differenza di quella terrena, eterna.
La comunità dei credenti in quali Paesi del mondo è più numerosa?
Al contrario di come immaginiamo, gli arabi costituiscono solo il 18% della comunità dei credenti, che è molto numerosa in Indonesia, dove si registra il più alto numero di musulmani al mondo. Presenze importanti si trovano negli ex Stati dell'Unione Sovietica, in Bangladesh, in India, in Pakistan, in Europa, nelle Americhe ed in Africa. È interessante sapere che in Cina vivono circa 25 milioni di musulmani e che nella sola capitale, Pechino, si trovano almeno 30 moschee.
Quali sono i pilastri della religione islamica?
La religione islamica si fonda su cinque pilastri che sono le fondamenta della fede e che servono a fornire le prime basi per comprenderla a chi non la conosce. I pilastri sono: attestare l'unicità di Dio con la formula “testimonio che non c'è altra divinità che Dio, cioè che nessuno è degno di essere adorato tranne Allah*, e la testimonianza che Muhammed* è l'ultimo Profeta inviato all'umanità come misericordia”; assolvere alle cinque preghiere giornaliere; digiunare per un mese, Ramadan, astenendosi, dall’alba al tramonto, anche dal bere acqua, e dai rapporti intimi con la propria moglie; elargire ai più poveri l'elemosina calcolandola, ad esempio, nella misura del 2,5% di una somma posseduta e non utilizzata da almeno un anno; e per chi ne avesse la possibilità economica e fisica, adempiere, almeno una volta nella vita, al pellegrinaggio alla Città Santa, Mecca. La completezza dell’osservanza religiosa si raggiunge accogliendo oltre ai cinque pilastri, il Sacro Corano, parola di Allah*, come fonte da seguire, accompagnato dalla Sunna, ovvero dalla tradizione, dai detti e dai comportamenti dell'ultimo Profeta Muhammed*, che ha ricevuto il messaggio all'età di 40 anni da parte dell'Arcangelo Gabriele*.
Come viene dichiarata, nell’Islam, l’unicità di Dio?
Quale religione monoteista, l'Islam afferma il principio indiscutibile dell'esistenza di un unico Dio, attestando senza alcun dubbio che: “Egli, Allah* è Unico. Allah* è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è uguale a Lui”.
Il Profeta Abramo* abitava in un paese la cui popolazione era dedita all'idolatria, all’adorazione di numerose divinità che avevano la forma di enormi statue. In occasione di un giorno di assenza della sua gente, che si era recata a festeggiare in un villaggio vicino, rimasto solo, ha iniziato a distruggere tutte le sculture, risparmiando la più grossa e collocando ai suoi piedi il bastone utilizzato per la demolizione. Di ritorno dai festeggiamenti, la gente gli domandò chi fosse stato a provocare quello scempio, ed egli, con fermezza, rispose: “perché non lo domandate alla statua che considerate vostra divinità?” La loro replica fu: “E come può rispondere un pezzo di pietra?”
Iddio l'Altissimo ha sempre inviato un Profeta o un Messaggero, per informare della Sua unicità, ma gli uomini, ciò nonostante, hanno sempre nutrito il dubbio, l'insicurezza, l’incertezza, l'ambiguità della credenza.
Il problema, anche oggi, non è mutato. Assistiamo, infatti, al dilagare di una vera e propria forma di miscredenza del divino, dissimulata sotto una idea di presunta libertà o di laicità che sta portando milioni di persone alla devianza religiosa.
Cosa rappresenta la preghiera per i musulmani?
L'orazione cadenzata del Muezzin, nei Paesi islamici, scandisce, cinque volte al giorno, il richiamo alla preghiera Salat.
Essa, da una parte, costituisce un atto di adorazione e ringraziamento al Creatore da parte delle sue creature riconoscenti, dall'altro un mezzo per chiedere a Lui ed esclusivamente a Lui, ciò di cui noi abbiamo bisogno per fronteggiare i problemi della vita quotidiana evitando l’uso di droghe, di alcolici o la pratica del gioco d'azzardo per risolvere problemi economici. Allah*, nella sua Clemenza e Misericordia, si è imposto la bontà e l’indulgenza, che devono superare la sua collera. Egli, usando il pluralis maiestatis, dice: “Vi abbiamo creato per adorarci”. Ecco allora la vera ragione della vita. Nella religione islamica non esiste la tristezza ed essa non è menzionata nel Sacro Corano, tranne che nella forma di proibizione e di negazione. Questo perché non si ha beneficio ad avere avvilimento nel cuore, che è invece cosa molto gradita al diavolo per rendere il credente triste. Il nostro Profeta Muhammed*, perciò, si rifugiava in Allah*, per combattere l'afflizione. L'amarezza indebolisce il cuore, distrugge la determinazione e rende pigri.
Perché osservare il digiuno è importante per i Musulmani?
I benefici fisici e spirituali del digiuno sono indiscutibili, disintossicazione e purificazione dalle tossine, rafforzamento del sistema immunitario, riduzione del peso corporeo e nuova regolazione del metabolismo. I risultati fisici e le esperienze spirituali procurati dal digiuno sono meravigliosi. Lo spirito dentro di noi, si dissocia dalle richieste del corpo, mentre il corpo stesso, si libera dalle abitudini materiali, si apprezza ciò che si ha, ma soprattutto si comprende la difficoltà che prova colui che non ha da mangiare.
“O Voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati”. (Sura Al Baqarah 2:183)
Dal contenuto di questo versetto si evince che il digiuno non è una pratica solo islamica, ma che è stato prescritto anche ad Ebrei e Cristiani.
Nel mondo islamico qual è il significato dell’elemosina, Zakat?
In un mondo divenuto troppo egoista, ove si è distrutta ogni regola di solidarietà, nella quale la politica divide la gente e crea dei veri e propri schieramenti, l'elemosina obbligatoria è volta a ridistribuire la ricchezza che in questi tempi è nelle mani di pochi soggetti, a discapito di milioni di persone ridotte in povertà. Privi di sentimenti, di amore universale, alcuni si interessano solo alla propria agiatezza ed a come accumularla ed aumentarla, anche tramite prestiti con interessi o ricorrendo ad operazioni disoneste. Gli insegnamenti dell'Islam sono in totale antitesi a tutto questo. L'Islam incoraggia alla condivisione della ricchezza con gli altri ed aiuta le persone a diventare membri produttivi della società.
Il pellegrinaggio, Hajj, è un obiettivo per ogni musulmano. Perché?
Il pellegrinaggio costituisce un evento importante nella vita del credente perché rappresenta un mezzo di purificazione. Nel viaggio verso ed attorno alla Kaba, Casa di Dio, costruita da Abramo a Mecca, l’uomo chiede perdono per i suoi peccati e viene purificato attraverso il suo pentimento e la celebrazione dei riti.
Che ruolo ha la famiglia nella vita dei musulmani?
La famiglia è l’unico ed esclusivo modello in grado di far crescere moralità e benessere della società. Il devoto accetta il prototipo esemplare che è stato plasmato dal suo Creatore. Il matrimonio, pertanto, rimane l'unica fonte di scelta nella quale il credente e la credente costruiscono il loro cammino basato sul rispetto, sulla fede e sul vicendevole sacrificio. Si dice che il matrimonio costituisca metà della base della religione.
Si discute sempre molto, in maniera superficiale ed approssimativa, sulla Legge islamica, Shariah. Qual è la sua corretta interpretazione?
In occidente si usa di frequente la parola Shariah in senso dispregiativo, accusativo e pavido, indicando un vero pericolo che in essa giace. Si parla di sottomissione della donna, di infibulazione, di taglio della mano per il ladro, di lapidazione per l'adultera, di religione contraria alla democrazia occidentale.
Si fa confusione su ciò che è un comportamento culturale, che può essere quello ignorante e retrogrado di un arabo, di un pachistano o di un immigrato di fede islamica, accusando erroneamente una religione, volendo ignorare, ad esempio, che la donna, in Italia, ha conquistato il diritto al voto solo nel 1946 e che, fatto ancora più grave, ancora oggi si rilevano gravissimi abusi ed azioni criminali contro di esse. Si critica sempre la religione islamica accusandola per la pratica dell'infibulazione che invece è contraria all'Islam, ma è in uso in alcune zone tribali dell'Africa Sud Sahariana.
In un vero Stato di religione islamica - non quello sostenuto da interessi privatistici - dove esiste un Emiro scelto dal popolo per le sue qualità morali, la sua rettitudine, il suo timore di Dio e il rispetto per la sua gente, non sussistono soprusi, ingiustizie, sperequazioni. Il politico, o comunque l'uomo di governo, non è scelto perché ricco, bello, tiranno, capace di attirare le masse con false promesse e demagogie. Non è selezionato da un risultato matematico, come la maggioranza del 51%. Egli deve essere davvero al servizio della collettività e dello Stato e non del partito politico. Nel modello islamico è il popolo che sceglie e non le segreterie dei partiti.
Lo Stato nel quale si vive secondo la legge islamica, deve offrire condizioni favorevoli a tutti, incoraggiando ed investendo nell'istruzione, nella ricerca scientifica; esso deve garantire lavoro e sicurezza alla collettività.
In altri modelli di Stato, i furti, le uccisioni domestiche e tra familiari, gli stupri, la pedofilia, gli incidenti dovuti all’uso di droghe o di alcool, provocano migliaia di morti e grandi sofferenze, perché i responsabili non sono puniti e sanzionati secondo leggi divine, ma secondo regolamenti creati da uomini senza scrupoli, intenti a tutelare loro stessi e la loro disonestà. La legge di Dio, la Shariah, invece non è una limitazione della libertà dell'individuo, ma un invito per vivere e far vivere meglio.
Gli esempi quotidiani che ci giungono dalle notizie trasmesse dai media, mi spingono a chiedermi in che cosa davvero una società sia migliore rispetto ad un’altra dove ancora i valori indissolubili della religione sono considerati non delle limitazioni o ristrettezze libertarie ma veri e propri parametri rispettosi del nostro Creatore?
Il Corano invita la donna a non fornicare, a non tradire il proprio marito e lo stesso vale per l'uomo, affinché non si generi corruzione nella famiglia.
“Chi è veramente sicuro?” Chiesero al Profeta*. Egli rispose che a chi segue la religione sarà garantita la sicurezza perché essa proviene direttamente da Iddio l’Altissimo.
In ultimo, ricordo che la religione portata da Gesù* figlio di Maria, rispecchia valori coranici, e quindi dobbiamo domandarci chi sono i nemici delle religioni? I veri credenti o coloro che vedendo la fede praticata quotidianamente da altri, si rendono conto del loro allontanamento e dell’indurimento dei loro cuori? Così, invece di ritornare ad essa, si difendono stigmatizzando erroneamente l’altra, in questo caso la religione musulmana, provocando scontri e acredine, non rendendosi conto che entrambe provengono dalla stessa fonte divina.

* Pace su di Lui






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