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La Moschea negata.  Chiesa cattolica e valdese, laici e cittadini di Pisa a sostegno dei musulmani

La Moschea negata. Chiesa cattolica e valdese, laici e cittadini di Pisa a sostegno dei musulmani

Invocato l’Art. 8 della Costituzione Italiana a tutela dei diritti della comunità religiosa da oltre 25 anni presente in città.

Author: Rita Sanvincenti/Thursday, February 21, 2019/Categories: News, Italia, Toscana

È la cronaca dei fatti a rappresentare chiaramente il significato della vicenda riguardante la costruzione della Moschea di Pisa, il cui progetto è stato approvato dalla precedente amministrazione, mentre quella attuale, di diverso colore politico, sta tentando di bloccarlo in tutti i modi, possibili ed impossibili: nel nome di una promessa elettorale.
Concrete testimonianze e manifestazioni di solidarietà sono pervenute pubblicamente alla comunità dei musulmani pisani, da parte dei rappresentati del mondo religioso e laico, uniti a sostegno di chi si vede negato il diritto di pregare in un luogo adeguato e dignitoso, costruito a spese dei fedeli, su un terreno da loro stessi acquistato e nonostante che il centro culturale, la cui edificazione è prevista contestualmente a quella della Moschea, sia stato pensato per essere aperto alla città, a ricercatori universitari e studiosi interessati.
Inevitabilmente, trattandosi di una confessione religiosa, le reazioni in difesa dei musulmani si sono saldate intorno all’Art. 8 della Costituzione Italiana e alle conseguenze che il suo mancato rispetto può generare.
“(…) Voler impedire a qualcuno di esercitare il culto legato alla propria fede, non è che l’inizio di una forma diffusa di intolleranza religiosa. E a questo proposito la storia ci insegna molte cose”. Così è interventuto il Consiglio pastorale Diocesano Presieduto dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto. Lo stesso Consiglio, a difesa del diritto di professare la propria fede, ha ricordato “a tutti i cittadini della nostra Italia, credenti o non credenti, che la Costituzione repubblicana è il fondamento della nostra convivenza civile libera e responsabile e che disattendendola, non solo si offende la memoria di chi ha fatto dell’Italia una nazione libera e democratica, bensì si rischia pesantemente di renderne impossibile un futuro armonico e positivo”.
Anche la Chiesa Evangelica Valdese si è espressa a sostegno del “diritto di tutte le confessioni religiose a praticare il proprio culto pubblicamente, in piena libertà e in condizioni dignitose, consone al ruolo fondamentale che tale momento assume per una piena espressione della spiritualità di ogni essere umano. A questo proposito, la costruzione di una Moschea in Pisa ci pare necessaria per l’effettivo esercizio della libertà religiosa nella città e nel suo circondario”.
Non solo, la Chiesa Valdese “invita tutte le Chiese cristiane a condividere la giusta battaglia per una compiuta applicazione dell’Art. 8 della Costituzione Italiana nel nostro territorio. I cristiani evangelici, in passato, quando per le istituzioni religiose era normale invadere l’ambito mondano, hanno sempre sostenuto e promosso il ruolo autonomo della Stato e delle istituzioni pubbliche nel governo del mondo. Tale ruolo sottende la responsabilità di rispondere ai problemi secolari ampliando lo spazio della legalità, perché tutti possano vivere in libertà, secondo la legge e non contro di essa. La Moschea, per le istituzioni locali, non può che essere il luogo legittimo e pubblico in cui i fedeli musulmani potranno vivere la loro libertà religiosa alla luce del sole, secondo la costituzione repubblicana. È doveroso, dunque, che l’amministrazione comunale mantenga gli impegni presi a suo tempo. Di fronte alle difficoltà del tempo presente, come chiesa di Gesù Cristo, non possiamo che pregare Dio perché illumini tutti coloro che sono caricati di gravose responsabilità e doni loro il necessario discernimento”.
La solidarietà alla comunità islamica è stata espressa anche dai docenti e dal personale ATA del Liceo scientifico Ulisse Dini di Pisa. “Come italiani, come laici, come credenti, come cittadini di Pisa – si legge nella lettera che porta le loro firme - vogliamo manifestare la nostra solidarietà alla comunità islamica della nostra città, a cui viene pretestuosamente negata la possibilità di edificare il proprio edificio di culto, dopo un lungo periodo in cui la comunità si è riunita per pregare prima, per molti anni, in un garage in pieno centro storico proprio dietro il Comune, e infine più recentemente in un’area periferica del quartiere Porta a Lucca, sotto un capannone nell’area del Centro sportivo universitario”.
I cinquantatré firmatari, che hanno preso molto a cuore la questione riguardante i concittadini musulmani, riconoscono in questa opposizione la volontà della nuova amministrazione di “mantenere l’avventata promessa accampando il pretesto che vi sia l’improvvisa necessità di un parcheggio proprio sul terreno acquistato dalla comunità islamica”.
Nello stesso documento viene anche avanzato “il timore del contenzioso infinito che seguirà all’esproprio del terreno e che lascerà l’area nel degrado attuale. Anche a voler ammettere la necessità di nuovi parcheggi proprio in quella zona, è ben strano che non sia stata individuata per l’esproprio un’altra area più vasta, di ben 22.000 metri quadri, contro i 6.500 del terreno di proprietà della comunità islamica. Quest’area è proprio di fronte, sull’altro lato di via del Brennero, in una zona che peraltro, nel Piano regolatore è destinata al verde pubblico e al parcheggio. L’argomento della congestione del quartiere, dove già si svolge il mercato e dove si trova anche lo stadio, ci sembra altrettanto capzioso. Vogliamo ricordare che l’afflusso per il culto non si sovrapporrebbe all’afflusso dei giorni di mercato e a quello degli incontri calcistici, perché molto semplicemente avverrebbe in giorni diversi: la preghiera dei fedeli è il venerdì. Pensiamo piuttosto all’argomento implicito che è stato sottaciuto in questa occasione, ma che è la vera ragione per cui si ostacola la costruzione della Moschea. Una parte politica della nostra città ha fomentato e ora vuole cavalcare un’avversione cieca verso una collettività religiosa che viene percepita come estranea e ostile”.

Da parte sua la comunità islamica di Pisa, (rappresentata da ventisette nazionalità), presieduta dall'Imam Mohammad Khalil, ha espresso fino dall’inizio il proprio sconcerto di fronte al fatto che “un luogo di culto possa suscitare questo stato di apprensione, arrivando addirittura a sfociare in minacce”. I musulmani di Pisa "si dichiarano “increduli che la costruzione di un luogo di culto possa sollevare tutto questo odio. Siamo una comunità religiosa, che da oltre venticinque anni è presente nella città di Pisa e in tutti questi anni non si è mai sentito parlare negativamente di noi. Non siamo un partito politico. Siamo lieti di accettare tutti coloro che desiderano aiutarci per il raggiungimento della costruzione del nostro luogo di culto. Auspichiamo che esso diventi un centro di aggregazione, discussione e scambio di tutte le religioni, non oggetto di una disputa di carattere politico. Chiediamo che i diritti garantiti dalla nostra Costituzione vengano riconosciuti e non strumentalizzati dalla politica”.
L’Imam di Pisa, Mohammad Khalil, spiega qual è stata la necessità che ha spinto all’acquisto del terreno, avvenuto durante la precedente amministrazione per costruire, nella zona di Porta a Lucca, la nuova Moschea, capace di accogliere i fedeli per la preghiera. Il centro a loro attuale disposizione, infatti, non è sufficiente tanto che, spiega, “ci rivolgiamo al CUS dell’Università di Pisa, che si trova di fronte al terreno acquistato dalla comunità per costruirvi la Moschea.
Quando è stato acquistato il terreno?
È stato acquistato nel 2013 con il denaro della comunità, con i nostri sacrifici. Era di proprietà di privati, non del Comune. Era risultato idoneo, come destinazione d’uso, per costruirvi un luogo di culto con annesso centro culturale.
Vi sono state delle varianti al piano urbanistico?
Vi sono state due varianti nel 2013 all’interno di una più ampia che riguardava, però, non soltanto la Moschea ed il centro.
Quando è stata presentata la prima richiesta per la realizzazione della Moschea?
Nel 2016.
È stato approvata?
No perché i tecnici hanno dichiarato che la scheda tecnica non appariva sufficientemente chiara e adeguata alle richieste del Comune. Abbiamo quindi dovuto rifarla con una variante di destinazione e siamo arrivati così al 2017. Nel frattempo nessuno ha mai presentato osservazioni o se è mai opposto alla costruzione della Moschea. Sarebbe stato logico che vi fossero allora, in quella fase, obiezioni, ad esempio, sulla non idoneità del terreno per costruirvi un luogo di culto, ma nessuno le ha mai presentate, né la prima volta né la seconda dopo le modifiche richieste ed apportate. La definitiva approvazione della seconda variante è avvenuta nello stesso anno.
Vi sono state reazioni contro l’approvazione?
Si è tentato di fare un referendum per ben due volte, ma senza mai presentare un’osservazione concreta sul progetto.
Da chi sono stati organizzati i referendum?
Da gruppi di destra. Non hanno potuto realizzarli, però, perché la raccolta di firme non è stata convalidata in quanto giudicata anticostituzionale. Allora, anziché agire espressamente contro la Moschea, gli stessi gruppi sono intervenuti relativamente al terreno, con la motivazione di volerlo riportare a verde pubblico anziché destinarlo alla costruzione di un luogo di culto. Così è stato fatto un nuovo tentativo, che è stato nuovamente bocciato perché il garante ha riconosciuto e dichiarato che si trattava di un’azione “camuffata”, ovvero un modo per impedire di fatto la costruzione della Moschea.
Voi avete diritto ad avere un luogo di culto adeguato…
Certo, è un diritto garantito dalla Costituzione Italiana.
Questi due tentativi di raccolta di firme, di cui il primo non valido ed il secondo bocciato, quando sono avvenuti?
L’ultimo nel 2017.
Quando si è riaccesa la polemica?
Quando è cambiata l’amministrazione comunale, con la vittoria della Lega, della destra. I loro rappresentanti hanno dichiarato, già durante la campagna elettorale, di volere impedire la costruzione della Moschea. Questo però è anticostituzionale. Così, adesso sostengono che il problema è il terreno dove verrebbe costruita, che non è idoneo e che vi è invece necessità di nuovi parcheggi che devono perciò essere realizzati.
Avete verificato se nel piano urbanistico erano previsti?
No, non ci sono esigenze di quel tipo. In quella zona viene fatto il mercato due volte alla settimana. Gli altri giorni lo spazio è già ad uso parcheggio. È evidente che si tratta di un pretesto. Dall’altro lato della strada ci sono anche altri spazi per le auto. Durante la campagna elettorale si sono dichiarati contro la costruzione della Moschea, che si impegnavano ad impedire. Nel programma del sindaco questo punto era posto sotto la voce “sicurezza”. Adesso, non potendo fare approvare una variante per bloccarne la realizzazione, devono trovare un motivo tecnico, ma quello che hanno presentato non è valido.
Come pensate di procedere a vostra tutela?
Ci siamo già rivolti al TAR Toscana per impugnare le delibere di indirizzo della giunta comunale ed il relativo atto di avvio del procedimento finalizzati a modificare il regolamento urbanistico, nella parte in cui prevede la possibilità di realizzare un edificio di culto nell’area di proprietà della nostra Associazione, nella zona di Porta a Lucca.
Cos’è accaduto durante il 2018?
Abbiamo ottenuto l’approvazione del progetto da parte di diversi uffici comunali che hanno esaminato la nostra documentazione. Poi il Comune ha cominciato a ritardare la convocazione della commissione urbanistica. Addirittura è stata prodotta un’osservazione di carattere paesaggistico. Assurdità. Si tratta sempre un no “camuffato” per provocare un ritardo che consenta di arrivare alla presentazione della variante in consiglio comunale che, qualora venisse approvata, renderebbe l'area di nostra proprietà soggetta ad esproprio. 

I lavori sul progetto si sono dunque interrotti?
No, stiamo andando avanti sulla parte tecnica perché le due questioni, quelle tecniche e quelle politiche, procedono in parallelo. Quelle politiche sono talmente prive di senso che se anche rispondessimo alle richieste con l’aiuto di avvocati esperti, sicuramente continuerebbero ad arrivarne altre, altrettanto insensate, come lo sono state fino ad ora, stando anche alle valutazioni di tecnici indipendenti dalle parti. Ad ottobre dello scorso anno, a seguito dei ritardi in vista della scadenza dei termini per la risposta della commissione urbanistica, abbiamo inviato una diffida al Comune.
Vi siete incontrati con la nuova amministrazione?
Ad agosto 2018, quando la nuova amministrazione si è insediata, abbiamo avuto un incontro ed abbiamo parlato. Volevano capire se saremmo stati disposti a spostarci in un altro comune. Ci proponevano di andare in un’altra provincia, ad esempio a Livorno, a Lucca o in altri comuni limitrofi. Ci hanno chiesto di trovare una soluzione e di proporcela. Era, questo, un altro modo per confermare che non ci avrebbero permesso di costruire la Moschea a Pisa. Avremmo dovuto rivederci a settembre ma quell’incontro non ha mai avuto luogo.
Pensa che non sia possibile un accordo?
Non credo. Per il Comune non vi sono alternative. Si intende discutere solo della variante. La nuova amministrazione non vuole la Moschea, dichiarando di volere mantenere le promesse elettorali. Qualcuno ha detto che “chi vuole la Moschea o se ne va da solo o lo accompagniamo noi alla porta”. Durante il Consiglio comunale, di cui ho ascoltato la registrazione che è pubblica, è emerso dalla commissione urbanistica, che non vi sono documenti che dimostrano quello che sostengono, non vi sono nemmeno progetti per la costruzione del parcheggio. Penso che dovrebbero almeno averne uno se è vero che questo rappresenta una necessità, così come dicono che sia.
A livello politico nazionale intendete intervenire o aspettate la risposta del Tar?
Intanto stiamo collaborando con la Chiesa cattolica che ha stilato e diffuso, a gennaio, un documento che invita al rispetto della Costituzione italiana, così come ha fatto anche la Chiesa Valdese, che, a sua volta, esorta il Comune a mantenere le promesse fatte dalla precedente amministrazione. Siamo in ottimi rapporti con le altre realtà religiose. Fino dal 2012, infatti, sosteniamo attivamente e promuoviamo il dialogo interreligioso.
Quanto tempo richiede la costruzione della Moschea e del centro di culto?
Occorrono circa due anni. Il luogo di culto occupa circa 1000 metri quadrati e 500, di cui 250 per piano, il centro culturale. È prevista una biblioteca aperta alla città, alle Università soprattutto a quelle nelle quali si studiano le religioni e le lingue. Per quella araba siamo già un riferimento. Questo centro potrà essere molto utile per Pisa e per il quartiere nel quale sorgerà.
Qual è stato il costo dei terreni?
Abbiamo speso circa duecentomila euro per acquistarli. Altri centomila euro sono costati i progetti ed i lavori di bonifica dei terreni che si trovavano in stato di abbandono, ridotti quasi a delle discariche.
Per la costruzione degli edifici quale somma occorrerà?
Non lo sappiamo ancora. Dipenderà dai materiali. Noi abbiamo proposto mattoni in terracotta. Dipenderà però da quello che deciderà il Comune sul materiale che dovrà essere utilizzato. Per il centro culturale inizialmente era stato richiesto l’intonaco.
La realizzazione del progetto sarà interamente a vostro carico, senza alcun contributo da parte del Comune?
Sì è tutto a carico della nostra comunità musulmana. Ci rivolgeremo anche a quella nazionale.
Al momento quanti sono i musulmani che fanno parte della vostra comunità?
A Pisa non abbiamo mai fatto un censimento, ma coloro che provengono da Paesi di fede musulmana sono circa 2000. In occasione dell’ultimo incontro che abbiamo organizzato eravamo quasi 1000 in città. Moltissimi di noi sono cittadini italiani di nascita. Ci dicono “andate a casa vostra”, ma questa è casa nostra. Uno di noi si era candidato al Consiglio comunale. Il suo capolista, per questo, ha subito delle minacce durante la campagna elettorale. Poi sono apparse svastiche e scritte ”non vogliamo musulmani”. Tutto ciò è accaduto poco prima della minaccia al circolo PD. Probabilmente tutto proviene dalla stessa mano.
In quella occasione che vi ha visto così numerosi dove vi siete riuniti?
In un campo sportivo, all’aperto.


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