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I fenomeni migratori e le trasformazioni culturali del passato nelle cronache di oggi.

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19 Nov 2019

Dopo gli applausi a scena aperta per “Cattivi, cattivissimi e bastardi nel teatro di Shakespeare”, al Persio Flacco di Volterra, il successo della diretta trasmessa da Radio Vaticana

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28 Oct 2019

Seconda edizione di Americans in Florence per celebrare i duecento anni di presenza diplomatica USA a Firenze

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L’esposizione, curata da Vito Abba negli spazi espositivi della Collezione Stengel, presenta opere di William Braemer, Lore Eckelberry, Kay Griffith, David Harry, Sandra Muss, John Nieman, Lenore Diamond Robins, Linda Stella e Kevin Thomas.
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23 Oct 2019

Sarà celebrato nel Battistero di San Giovanni, a Siena, il “Capitolo Annuale” della Lega del Chianti

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Riceveranno l’investitura dal Capitano Generale Barone Giovanni Ricasoli Firidolfi, l’Arcivescovo di Siena Augusto Paolo Lojudice e il Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani.
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20 Oct 2019

Cattivi, cattivissimi e bastardi nel teatro di Shakespeare, in scena al Persio Flacco

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Cloris Brosca, a Volterra, è protagonista, con Simone Migliorini, dello spettacolo di Lunari. A conclusione della serata un incontro con il pubblico.
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7 Aug 2019

Premio Ombra della Sera 2019, grande emozione al Teatro Romano per i grandi dello spettacolo

Premio Ombra della Sera 2019, grande emozione al Teatro Romano per i grandi dello spettacolo

Author: Redazione Aurora / Wednesday, August 07, 2019 / Categories: News, music, Danza, Teatro, Moda, Italia, Toscana / Rate this article:
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Sull’emozionante, straordinario palcoscenico del Teatro Romano di Volterra, a chiusura della settimana delle “Prime nazionali”, si è svolta, con grande successo, la Cerimonia di consegna dei Premi Ombra della Sera, come da tradizione, evento centrale del Festival Internazionale, fondato diciassette anni fa da Simone Migliorini. All’evento, con la sapiente regia di Vito Bruschini e la brillante conduzione di Ubaldo Pantani, affiancato da una raggiante Marianella Bargilli, la platea, da tutto esaurito, ha accolto con interminabili applausi, i premiati. Sotto i riflettori si sono susseguiti grandi nomi del mondo dello spettacolo e delle arti: dalla drammaturgia alla lirica, dalla danza alle arti sceniche, dai progetti editoriali fotografici alle arti e mestieri nel territorio volterrano, dove il Premio, come il Festival di cui è il cuore, ha, e vuole mantenere salde le sue radici. La giuria, presieduta da Giovanni Antonucci, composta Vito Bruschini, Maura Catalan, Luca Chiellini, Maria Letizia Compatangelo, Alma Daddario, Paola Dei, Elena D’Elia, Natalia Di Bartolo, Lia Gay, Simone Migliorini, Carmela Piccione, Rainero Schembri, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Edoardo Siravo, ha assegnato, nelle diverse sezioni previste, il Premio “Fedra Inghirami” Ombra della Sera alla Carriera, a Carlo Simoni; il Premio “Ernestina Fenzi” Ombra della Sera alla Danza, a Luciana Savignano; il Premio “Bruno Landi” Ombra della Sera alla Lirica, a Giuseppe Sabbatini; il Premio “Giovanni Villifranchi” Ombra della Sera alla Drammaturgia, a Furio Bordon; il Premio “Franco Porretti” Ombra della Sera, al volterrano distintosi in Arti e Mestieri, Stefano De Lellis; il Premio “Cosimo Daddi” Ombra della Sera alle Arti Sceniche, a Stefano Poda; il Premio “Nuccio Messina” Ombra della Sera al progetto fotografico editoriale per lo spettacolo ArtSipario - Leggi il palcoscenico, a Tommaso Le Pera e Manfredi Edizioni.
“Internazionale è stato l’aggettivo più usato durante la nostra campagna elettorale. Lavoreremo in questa direzione e anche il Festival, che ha già nel titolo questo carattere, può dare un grande contributo all’internazionalità della nostra città”, ha dichiarato il primo cittadino di Volterra, Giacomo Santi, salito sul palco della premiazione. “Il Premio Ombra della Sera’ rappresenta un riconoscimento importante al mondo dell’arte”, ha dichiarato, a conclusione della cerimonia, “Ci auguriamo – ha proseguito riguardo alle personalità eccellenti che hanno ricevuto il premio - che tutti loro possano diventare testimoni della nostra bella città”.
Roberto Pepi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, da sempre “mecenate” e grande sostenitrice del Festival, ha fatto riferimento, nel suo intervento, alla scoperta archeologica, di qualche anno fa, dell’Anfiteatro. “Sul suo recupero – ha dichiarato – la Fondazione ha destinato importanti investimenti perché vogliamo che risorga velocemente in quanto potrà determinare il rilancio dell’economia della città. Il nostro ente ha nelle sue fondamenta lo sviluppo socio economico del territorio di cui fanno parte la cultura, i beni ambientali”. Sull’impegno della Fondazione, il Presidente Pepi, in occasione della presentazione ufficiale del programma di questa edizione del Festival, nella sede del Consiglio regionale della Toscana, aveva sottolineato che “questa manifestazione è la più rappresentativa, tra quelle culturali, per l’Ente, che la sostiene da molti anni e vi ravvisa una potenzialità per la crescita economica,demografica e culturale della città”.
“È stato coinvolto tutto il settore dello spettacolo, dalla danza al teatro, ha commentato Viola Luti, Assessore all’Istruzione e al Turismo del Comune di Volterra. “Questa – ha concluso - è stata la dimostrazione di come questo Festival Internazionale riunisca le eccellenze e le coinvolga a Volterra, rendendo partecipe tutta la città”.
Marc Ceccaldi, Directeur régional des Affairs Culturelles de la Région Provence-Alpes-Côte D’Azur, ha dichiarato di essere venuto a Volterra per la Prima nazionale “Rosso Pasolini”. È intervenuto - “mi sento onorato di essere qui adesso”, ha dichiarato - alla cerimonia di consegna dei Premi Ombra della Sera. Tato Russo, Organizzatore dell’edizione di quest’anno del Festival Internazionale, nell’improvvisa impossibilità di raggiungere Volterra, ha trasmesso il suo messaggio su questa e soprattutto sulla prossima edizione. “Volterra è straordinaria ed è questo che mi ha spinto ad aiutare i miei amici del Festival Internazionale. Bisogna concentrarsi sulle prospettive e già stiamo lavorando sulla prossima edizione perché tutto si realizzi per il meglio. Mi impegnerò personalmente ancora di più perché questa manifestazione lo merita”.
Il bilancio di questa edizione dei “Premi Ombra della Sera”, è ancora una volta molto positivo. “Abbiamo avuto ospiti di caratura mondiale – ha dichiarato Migliorini, sottolineando l’elemento distintivo di questa edizione del Festival e dei ‘Premi’ che è dato dai “riflessi sul territorio di Volterra, per farne conoscere l’inesauribile ricchezza e le potenzialità ancora da sfruttare, in un sistema integrato in cui convergono cultura, turismo, economia, a partire dalla nostra antichissima storia. Riguardo a quest’ultimo elemento, anche le statuette sono una testimonianza del rapporto del Premio con la città, in quanto ognuna di esse prende il nome da un volterrano o da un personaggio che ha realizzato qualcosa per la città, In questo progetto di crescita, il Festival con l’Ombra della Sera’ potrà essere un volano importante per tutte le realtà che, da quest’anno più che mai, ne fanno parte con la formula dell’inclusività”.


Le motivazioni


Premio “Tommaso - Fedra-Inghirami Ombra della Sera alla Carriera a Carlo Simoni

Carlo Simoni, è uno di quei primi attori che hanno costituito per cinquant'anni la qualità e la solidità dello spettacolo del nostro Paese. Ha iniziato la sua carriera in TV, dove ancora i telespettatori lo ricordano come indimenticabile Alioscia nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij, affascinante Rastignac nel Papà Goriot di Balzac accanto a un mostro sacro come Tino Buazzell. Era la stagione d'oro dei grandi sceneggiati della RAI di cui Simoni è stato uno dei protagonisti anche in Madame Bovary e ne La vita di Leonardo da Vinci. Altrettanto significative sono state le sue interpretazioni nella prosa Tv e in un programma, Il teatro e il mistero, che percorreva in dieci puntate l'intera storia del teatro. In teatro Carlo Simoni ha portato i tesori di una recitazione sottile e misurata, estranea ai gigionismi di alcuni altri suoi colleghi, e illuminata da una leggerezza ammirevole. Nel 1976 vinse la Maschera d'oro come migliore attore dell'anno per Le rose del lago di Franco Brusati, commedia che affrontava la crisi della società italiana. Da allora ha interpretato decine di testi, diretti dai maggiori registi, da Giorgio Strehler a Orazio Costa, da Antonio Calenda a Gianfranco De Bosio fino a Gabriele Lavia. Qui è possibile ricordare almeno il Re Lear diretto da Strehler, i personaggi interpretati sotto la regia di Orazio Costa, Il Pellicano di Strindberg diretto da Gabriele Lavia, La città morta di D'Annunzio accanto a Ileana Ghione, e le decine di spettacoli con la regia di Marco Bernardi al Teatro Stabile di Bolzano, diventato dal 1993 la sua casa teatrale. Qui Simoni, in un repertorio vastissimo, ha distillato la sua arte di interprete rigoroso e insieme coinvolgente, dove ha coniugato il talento con un professionismo esemplare.


Premio “Ernestina Fenzi” Ombra della Sera a Luciana Savignano

“Ultima, grande icona della danza italiana nel mondo. Scaligera doc, Luciana Savignano negli anni continua ad offrire un modello nuovo, moderno, forse irripetibile, di ballerina. Da Maurice Bejart a Micha van Hoecke, da Alvin Ailey a Roland Petit ha vissuto una carriera ineguagliabile. ‘Tutta in salita. Di una tranquillità disarmante’, aveva confessato in una intervista all’Adnkronos nel 1999. “Un’italiana scontrosa e sincera, segreta e silenziosa, eroica e devota”, disse di lei Maurice Bejart. Capace di incarnare ruoli voluttuosi e sensualissimi come nel ‘Bolero’ di Ravel o ‘Nell’Angelo Azzurro’ di Petit o in capolavori di danza astratta e sublime, di puro lirismo, come ‘Bakhti’, la ‘Luna’ bejartiana o ‘Leda e il cigno’. Immagini femminili remote, arcane, distanti, ma anche magnetiche ed enigmatiche. Un’icona speciale della danza, Luciana Savignano. Una fisicità rara con quel suo corpo flessuoso e fluido, duttile e sinuoso, con quei gesti lunghissimi delle braccia e delle mani... Quel suo viso dai bagliori orientaleggianti sempre alla ricerca, nella vita e nella danza, di una tranquillità interiore che per lei è uno stato di grazia e di comunione. Con se stessa e con il pubblico con il quale ha costruito negli anni un rapporto raro e devoto. Molto molto privilegiato.


Premio “Bruno Landi” Ombra della Sera alla Lirica al M° Giuseppe Sabbatini

Il curriculum del M° Giuseppe Sabbatini è di grande prestigio. Da primo contrabbasso all'Arena di Verona a soli 24 anni è poi passato allo studio del canto lirico da tenore, intraprendendo una carriera che in breve tempo lo ha portato ad esibirsi nei principali teatri e sale da concerto del mondo, in una sfolgorante carriera. La sua qualità vocale gli ha concesso un repertorio difficile e spesso poco frequentato, insieme alle opere più note del melodramma italiano: ha amato e ama anche l'Opera francese, nella quale eccelle in Gounod come Faust e soprattutto in Massenet come Werther.
Al ventesimo anno della sua carriera ha deciso, come progettava da sempre, di dedicarsi alla direzione d'orchestra ritirandosi dalle scene come tenore e intraprendendo questa attività di grande impegno. Sua ultima fatica, nel maggio scorso, uno splendido “Così fan tutte” di Mozart al Teatro Peréz Galdos di Las Palmas, isola di Gran Canaria, patria del grande tenore Alfredo Kraus, suo estimatore e mentore.
Si dedica anche all'insegnamento, in particolar modo in Giappone, dove ricopre il ruolo di Direttore didattico dell’Accademia dell’Opera della prestigiosa Suntory Hall di Tokyo, ed in Italia, quale docente della Classe di Canto dell’Accademia privata AIMART in Roma. È stato insignito di prestigiosi premi e onorificenze, tra cui quella di Kammersànger (pron. Kammersàngher) dello Staatsoper di Vienna dalla Republica Austriaca.
Le motivazioni del nostro Premio Ombra della Sera “Bruno Landi” per la Lirica 2019, che questa sera gli assegniamo, dunque, sono state già dette. Il Maestro Giuseppe Sabbatini, Musicista a tutto tondo, “onnivoro” poiché amante anche della buona musica contemporanea, che è tornato ufficialmente a cantare da baritono nel 2018 con una tournée in Giappone, è stato ed è uno dei cantanti lirici più applauditi e apprezzati dalla critica sulle scene internazionali, ma ha anche una marcia in più, che alla Lirica lo lega inscindibilmente ed ancor di più gli rende merito per questo premio: ha vissuto e vive l'Opera oggi anche dal podio: la sua infinita esperienza gli consente una capacità particolare di supporto ai cantanti e una perfetta gestione dei tempi e delle dinamiche orchestrali, colorando di raffinatezza consapevole le proprie esecuzioni e rendendolo uno dei pochi al mondo che abbiano intrapreso e proseguito con successo un tale prestigioso iter musicale.


Premio ”Giovanni Villifranchi” Ombra della sera per la Drammaturgia a Furio Bordon

Furio Bordon, direttore artistico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e di altri importanti Festival, regista, narratore di successo, è soprattutto uno dei più significativi e originali drammaturghi non solo italiani, come dimostrano anche i prestigiosi premi internazionali ricevuti. Autore di lungo corso e di testi sempre attenti all'evoluzione del costume, la sua drammaturgia è caratterizzata da una scrittura scenica che coniuga sottigliezza psicologica, derivante dalla tradizione letteraria della sua Trieste, con una concezione della vita e della morte che ci coinvolge nel profondo, illuminata anche da una raffinata ironia. La trilogia, Le ultime lune, La notte dell'angelo, Un momento difficile, composta negli ultimi vent'anni, è una delle punte più alte della nostra drammaturgia per il livello dei temi affrontati, la verità umana dei personaggi e una scrittura tersa eppure emozionante.


Premio “Franco Porretti” Ombra della Sera al volterrano distintosi in Arti e Mestieri - Stefano De Lellis

Da quella perla incastonata nell’Alta Val di Cecina, quale è Pomarance, dove ha compiuto la prima parte dei suoi studi proseguiti poi a Volterra, nei quali si è distinto per rendimento e per sensibilità artistica, Stefano De Lellis si è trasferito a Firenze dove ha completato brillantemente la sua formazione universitaria con il conseguimento della Laurea in Cultura e Stilismo della Moda presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo fiorentino. Nel frattempo aveva già fatto emergere con successo il suo eccezionale talento nella creazione di gioielli e di capi esclusivi. Dall’accessorio, caratterizzato da un design originale e di grande pregio, alle prime, splendide collezioni di moda, De Lellis ha tradotto in eleganti capi dalle preziose decorazioni che esaltano la femminilità, la sua natura di artista, stilista e designer, radicata nell’antichissima storia della sua terra alla quale ha saputo fare onore. Nella sua carriera non sono mancati i successi che lo hanno portato alla ribalta, anche con i grandi della musica e dello spettacolo, che hanno scelto e adottato il suo stile elegante e distintivo. Dal 2008 ad oggi, da Pomarance, a Firenze e poi a Milano dove oggi risiede e lavora, dopo quindici stupende collezioni che sono passate da venti capi a ottanta, sta lavorando intensamente alla prossima che potremmo ammirare sulle passerelle milanesi della fashion week, a settembre.


Premio “Cosimo Daddi” alle Arti sceniche al M° Stefano Poda

La carriera mondiale del M° Stefano Poda, che dei propri spettacoli d'Opera cura a tutto tondo la regia, la coreografia, la scenografia i costumi e le luci, conta circa un centinaio di produzioni nei teatri più prestigiosi. Ultimo fiore all'occhiello in ordine di tempo la sua produzione dell'opera “Ariane et Barbe-Bleue” di Paul Dukàs al Theatre du Capitole de Toulouse, che gli ha fruttato il 21 giugno scorso il prestigioso Grand Prix “Claude Rostand” della critica Francese per il migliore spettacolo d'Opera del 2019.
Nella sua ricerca di unità estetica e concettuale, il suo lavoro artistico è fondato su un'impronta visionaria e multi-livello bilanciata tra immagini antiche e arte contemporanea. Ha sviluppato un linguaggio in cui musica, scultura, pittura e architettura possono coesistere.
I suoi personaggi sono sempre simbolici, vestiti con abiti da sogno e seguono movimenti coreografici di stilizzata opulenza, che coinvolgono anche gli interpreti. Traspaiono nei suoi lavori richiami indubbi all'alta moda ed al design, il tutto di un gusto di raffinatezza sapiente, di visionaria capacità di trasposizione onirica e di gran polso registico nel gestire un palcoscenico spesso colmo di una quantità considerevole di persone, tra interpreti, coristi, danzatori e comparse.


Premio “Nuccio Messina” Ombra della Sera a Tommaso Le Pera - Manfredi Edizioni

Da sempre fotografo di scena, dapprima in campo cinematografico e in seguito nell’ambito del teatro di prosa, con il suo sguardo attento e originale ha immortalato alcuni tra i più eccelsi protagonisti del panorama performativo italiano, dai tempi del folkstudio fino ai giorni nostri.
Padre della fotografia dinamica, protagonista indiscusso tra le maestranze di teatro e cinema italiano e fondatore della rivista di teatro “prima fila”, la sua ineguagliabile abilità di far parlare un’immagine, andando oltre la sua staticità, lo ha reso celebre in Italia e all’estero.
Grazie ad un approccio all’immagine innovativo e sperimentale, ha amplificato i contenuti innovativi delle avanguardie teatrali, collaborando con maestri del calibro di Eduardo e Peppino De Filippo, Romolo Valli e Giorgio De Lullo, Gassman, Albertazzi e l’indimenticabile Mariangela Melato, cui ha dedicato un libro e una mostra. In egual misura si è dedicato anche alle compagnie di giovani talenti, come testimonia il suo legame affettivo e professionale verso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.
Come lui stesso afferma: “La fotografia teatrale è tutto ciò che resta dopo uno spettacolo ed è importante per me che il pubblico, la gente, i lettori possano ricordare attraverso i miei scatti quei momenti e quelle emozioni per rivivere ancora una volta la loro passione e la loro curiosità per il teatro e i suoi grandi personaggi”.





Foto di Gruppo Fotografico G.I.A.N. Volterra







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